I vasi di parole
Le parole son vasi lanciati nel vuoto,
cadono a caso, con suono devoto.
Se schivi, prosegui, la strada è sicura,
se colpiscono in pieno, la vita si oscura.
Quelle semplici frasi mi hanno ferito,
due coltelli nel petto, il fiato smarrito.
Piangere… fiume che straripa e si perde,
nei palazzi annega, trascina e disperde.
In balia della foga e della rabbia,
un urlo, uno sguardo che dentro mi scava.
Ho chiesto scusa, sapevo il tormento,
perdonarmi sarebbe costato un lamento.
Prima di dire, pensaci bene,
ché a volte le frasi si fanno catene.
Incolpare, pentire… un ciclo spezzato,
maleducazione, un seme malato.
Sembrava che il cuore guidasse il mio dire,
ma il cervello dormiva, lasciando ferire.
Lui ci era rimasto male, l’ho visto,
quella sola frase ha spento il suo viso.
Urlargli contro, poi consolarlo,
come se il vento potesse calmarlo.
Chiedere scusa è gesto sincero,
ma il peso rimane, lo porto davvero.
Mamma va a lavorare, la porta si chiude,
il tempo ristagna e in stanze delude.
Ho esagerato, mi sento impaurito,
sensi di colpa mi tengono unito.
Dentro ci rimango anche male,
ché il cuore s’impara col tempo a ascoltare.
Non bisogna insultare, il male ritorna,
prima che cada, la parola è orma.
Componimento collettivo della classe 2C
cadono a caso, con suono devoto.
Se schivi, prosegui, la strada è sicura,
se colpiscono in pieno, la vita si oscura.
Quelle semplici frasi mi hanno ferito,
due coltelli nel petto, il fiato smarrito.
Piangere… fiume che straripa e si perde,
nei palazzi annega, trascina e disperde.
In balia della foga e della rabbia,
un urlo, uno sguardo che dentro mi scava.
Ho chiesto scusa, sapevo il tormento,
perdonarmi sarebbe costato un lamento.
Prima di dire, pensaci bene,
ché a volte le frasi si fanno catene.
Incolpare, pentire… un ciclo spezzato,
maleducazione, un seme malato.
Sembrava che il cuore guidasse il mio dire,
ma il cervello dormiva, lasciando ferire.
Lui ci era rimasto male, l’ho visto,
quella sola frase ha spento il suo viso.
Urlargli contro, poi consolarlo,
come se il vento potesse calmarlo.
Chiedere scusa è gesto sincero,
ma il peso rimane, lo porto davvero.
Mamma va a lavorare, la porta si chiude,
il tempo ristagna e in stanze delude.
Ho esagerato, mi sento impaurito,
sensi di colpa mi tengono unito.
Dentro ci rimango anche male,
ché il cuore s’impara col tempo a ascoltare.
Non bisogna insultare, il male ritorna,
prima che cada, la parola è orma.
Componimento collettivo della classe 2C
Il peso delle parole: un viaggio di consapevolezza e responsabilità
Questa poesia nasce da un percorso intenso e profondo svolto dalla classe 2ª C, guidata dalla professoressa Barbara Lalle, in un laboratorio di tre ore dedicata alla riflessione sul potere delle parole.
Il punto di partenza è stata una frase di Teresa Manes, madre di un ragazzo suicidatosi a causa degli insulti ricevuti:
“Le parole sono come dei vasi di fiori che cadono dai balconi. Se sei fortunato li schivi e vai avanti sulla tua strada, ma se invece sei un po’ più lento, ti centrano in pieno e ti uccidono.”
I ragazzi si sono fermati a pensare, ricordare e scrivere. Hanno riflettuto sui momenti in cui sono stati loro a lanciare un vaso, ferendo qualcuno con parole sbagliate, oppure su quando hanno rischiato di essere colpiti. Hanno analizzato il peso delle loro azioni, riconoscendone l’impatto sulle relazioni con amici, compagni di scuola, di sport e persino con la propria famiglia.
Con coraggio, hanno scritto e poi condiviso in classe i propri pensieri. Hanno poi individuato nei loro componimenti frasi e parole chiave, quelle che per loro rappresentavano un Punctum, un punto di dolore o consapevolezza. Da questi frammenti, è nata una poesia collettiva in rima baciata, creata grazie alla collaborazione tra gli studenti e un’intelligenza artificiale, che ha dato forma artistica alle loro emozioni.
Un’esperienza che ha trasformato la scrittura in un atto di crescita e responsabilità, per comprendere che le parole non sono mai innocue: possono ferire, ma possono anche costruire.
Barbara Lalle
da Webmaster
del venerdì, 28 marzo 2025